Filed under: Uncategorized
La notte più lunga dell’anno non accennava a finire.
Per una volta, una delle comitive più chiassose del mondo era rimasta senza parole. Ad urlare ci pensava il cielo, che ultimamente ha pensato di far venire giù di tutto. Pioggia, lacrime e stupore.
E per gente abituata a fumare in faccia alla vita, non poteva che essere una doccia gelata.
Visto il tempo, la doccia in questione è da intendersi in senso letterale.
Le riflessioni dentro la macchina, che li accompagnava verso le loro vite, non potevano che essere confuse… amare.
- Cioè… io non ci posso credere. Fino all’altro giorno ero lì che ce provavo… Che poi questa mi piaceva sul serio.
- Certo poveraccia, veramente.
Daniele e Mauro provarono così a squarciare un silenzio assordante, fatto di pensieri vuoti e preoccupazioni sul futuro: del resto, l’università sarebbe diventata ingestibile di lì a poco, stampa e tv avrebbero monopolizzato gli studenti con domande e collegamenti da uno studio in cui qualche ciccione cercava di risolvere il caso in un’ora e mezza, pubblicità compresa.
- Ma quando l’hai vista, Luca… che effetto t’ha fatto?
- E che effetto me doveva fa, Maurè? Che poi vedessi come l’hanno ridotta… sono stato male. Per lei, per come stava. Per me che ho vomitato davanti a Vallone facendo una di quelle figure di merda colossali. Che cazzo.
Arrivano davanti casa di Mauro. I tre amici si guardano, prima di salutarsi c’è il tempo per guardare ancora nel vuoto, cercando di trovare un senso a tutto. Non lo troveranno mai, ma sul cruscotto c’è un pacchetto di Marlboro, l’accendino ce l’ha Daniele. Era di Simone, ma come al solito gliel’ha fregato.
- Ma chi cazzo è stato? E poi perché devi ammazzà una… lei, voglio dire… non mi sembrava una che stava sulle palle a qualcuno, anzi.
Daniele non riesce proprio a farsene una ragione. Ogni parola, ogni pensiero, ogni sguardo tra la pioggia è per lei, mentre gli altri due ascoltano in silenzio. Mauro getta via la sigaretta, saluta gli amici, l’appuntamento è per domani. Che poi sarebbe tra qualche ora, ma le incongruenze della notte più lunga dell’anno sono anche queste.
Entrando fa un po’ di rumore, il cane va verso di lui per fargli le feste, la madre gli urla un qualcosa di molto simile a tiparequestaloraditornarestronzo e la sua camera sembra una finestra su una dimensione parallela per quanto è tranquilla. Forse pure troppo. Tira fuori un foglio A4, lo appoggia sul tavolo da disegno. Mettersi a dormire l’aveva escluso nel momento stesso in cui è rientrato, dunque tanto vale disegnare qualcosa.
Del resto è quello che fa sempre quando è agitato, oppure quando ha voglia di chiudersi un po’.
La matita va da sola, lui non deve far altro che accompagnarla.
Disegnare di notte è una delle cose migliori del mondo per Mauro: nessuno che ti rompe i coglioni, il mondo non esiste e tu ne crei un’altro all’insaputa di tutti. Magari più bello.
Il disegno che venne fuori dopo un paio d’ore era senza dubbio il migliore che avesse mai fatto: una donna di spalle, con il volto girato di trequarti che ammiccava in modo seducente. E labbra rosse sulle quali morire.
Una ragazza perfetta, forse quella sognata da Mauro… forse quella che Daniele ha solo sfiorato.
Già. Forse in questo disegno c’è proprio lei, chissà.
Mauro sorride nel guardare la sua opera, accennando anche una preghiera a mezza bocca.
La notte più lunga dell’anno è finalmente passata.
5 commenti finora
Lascia un commento
Perfetto.
Commento di jackmccoy dicembre 10, 2008 @ 6:02 pmVado a prenotare la puntata di Blu Notte.
Ve faccio sape’.
senza senso…
Commento di Andrea dicembre 10, 2008 @ 6:39 pmAH comunque l’Arno sta straripando… non dico altro…
Commento di M dicembre 11, 2008 @ 12:14 amMa un commento decente a sto cazzo de post…
Commento di Andrea dicembre 11, 2008 @ 12:51 amLe fragole sono mature.
Commento di jackmccoy dicembre 11, 2008 @ 5:06 pm